p 231 .

                                                                      
Paragrafo  2  .  La  Francia dalla monarchia assoluta  alla  monarchia

altoborghese.

     
In  Francia,  le  forze  reazionarie, gi  al  governo  dal  1821,  si
impossessarono ancora pi saldamente del potere nel 1824, quando, dopo
la  morte  di  Luigi diciottesimo, sal al trono, col  nome  di  Carlo
decimo,  il  fratello,  cio  il conte di  Artois,  sostenitore  degli
ultras.
     Il   nuovo   sovrano  adott  subito  alcuni  provvedimenti   per
restituire  le antiche prerogative all'aristocrazia e al clero  e  per
reprimere l'opposizione: i nobili furono abbondantemente risarciti dei
possedimenti  perduti  durante  la rivoluzione;  alla  Chiesa  vennero
restituiti  beni, privilegi e il monopolio dell'istruzione;  in  campo
giuridico  furono  reintrodotte norme arcaiche,  come  il  diritto  di
primogenitura, in base al quale l'eredit spettava solo al primo nato,
che   era  stato  gi  abrogato  dal  codice  napoleonico  in   quanto
contrastante  col principio dell'eguaglianza giuridica dei  cittadini;
furono imposte forti limitazioni alla libert di stampa.
     Carlo decimo non mitig la sua politica reazionaria neanche  dopo
i  ripetuti successi elettorali delle opposizioni; a questi  cerc  di
porre  rimedio  sciogliendo  la camera e organizzando  una  spedizione
militare contro l'Algeria, motivata da un incidente diplomatico tra il
console  francese e il reggente di Algeri, ma, in realt,  finalizzata
soprattutto ad accrescere il proprio prestigio e a favorire  le  forze
reazionarie alle imminenti elezioni.
     Nonostante    il   successo   dell'impresa   contro    l'Algeria,
l'opposizione liberale consegu una nuova vittoria alle  elezioni  del
luglio 1830. Carlo decimo fece allora ricorso a provvedimenti estremi,
emanando,  il 26 luglio 1830, quattro ordinanze, con le quali  metteva
in  atto  un  colpo di stato: la camera venne nuovamente  sciolta;  la
legge  elettorale fu resa ancora pi restrittiva, in modo da escludere
gran  parte  della  borghesia dal diritto di  voto  ed  assicurare  il
predominio  assoluto  all'aristocrazia; la  libert  di  stampa  venne
praticamente soppressa; furono indette nuove elezioni.
     L'ostinata  politica reazionaria di Carlo decimo aveva  provocato
un  progressivo  ampliamento dell'opposizione, che si estendeva  ormai
dalla  ricca  borghesia,  a  quella piccola  e  media  ed  alle  masse
popolari,  che sentivano fortemente gli effetti della crisi  economica
iniziata  verso  la  met  degli  anni  Venti.  Le  quattro  ordinanze
determinarono  lo scoppio di una insurrezione armata. In  tre  giorni,
dal 27 al 29 luglio, il popolo di Parigi, insieme alla piccola e media
borghesia, riusc a sconfiggere l'esercito monarchico e a cacciare  il
sovrano.
     Terminata  la  fase  insurrezionale, la realizzazione  del  nuovo
regime politico vide la supremazia della ricca borghesia, che cerc di
di  concentrare  tutto il potere nelle proprie mani. La  monarchia  fu
mantenuta  e la corona fu attribuita a Luigi Filippo, duca  d'Orlans,
che era da tempo in contatto con l'opposizione moderata e che ebbe  il
titolo  non pi di "re di Francia" ma di "re dei Francesi per  volont
della  nazione"; il che significava l'affermazione del principio della
sovranit nazionale e la fine della concezione patrimoniale
     
     p 232 .
     
     dello  stato  (vedi  capitolo Dieci, paragrafo  1).  La  bandiera
bianca della monarchia borbonica venne sostituita col tricolore  della
rivoluzione.
     La  nuova Costituzione, che non era pi una carta "concessa"  dal
sovrano  ma  espressione  della volont nazionale,  introdusse  alcune
importanti novit: la censura venne abolita; il Cattolicesimo  non  fu
pi  considerato  religione  di  stato  ma  della  maggior  parte  dei
francesi;  il potere di deliberare da parte del sovrano fu  sottoposto
al  consenso  del  parlamento;  la camera  dei  pari,  ereditaria,  fu
sostituita con una camera alta, di nomina regia e vitalizia, cui venne
attribuito  un  potere inferiore a quello della  camera  elettiva;  fu
abbassato il censo necessario per poter godere dei diritti elettorali,
tanto  che  gli  aventi diritto al voto arrivarono ad essere  166.000,
corrispondenti  a  poco  meno  del 3%  dei  cittadini  maschi  di  et
superiore a 21 anni.
     Si  form  cos  una  monarchia parlamentare,  all'interno  della
quale  il  potere politico era esercitato da una ristretta  minoranza,
formata  dalla ricca borghesia dei banchieri e degli affaristi  e  dai
grandi proprietari terrieri.
